La Legge di Bilancio 2026 ha confermato una misura di sostegno all’occupazione femminile che interessa tutte le imprese, senza distinzione di settore: uno sgravio contributivo pari al 50% dei contributi previdenziali e assicurativi, fino a un massimo di 3.000 euro annui, per chi assume donne disoccupate.
È una misura tecnica, ma con un impatto concreto sul costo del lavoro. Vediamo in modo chiaro cosa prevede, a chi si applica e come si richiede.
In cosa consiste l’agevolazione
Lo sgravio riguarda i contributi a carico del datore di lavoro e si applica con durate diverse in base alla tipologia contrattuale:
– 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato
-12 mesi in caso di contratto a tempo determinato
– estensione fino a 18 mesi complessivi se il contratto a termine viene trasformato in tempo indeterminato
Nei rapporti part-time l’incentivo viene riproporzionato in base all’orario effettivo.
È applicabile anche alle cooperative di lavoro e ai contratti di somministrazione.
Sono esclusi apprendistato, lavoro domestico, lavoro intermittente e lavoro occasionale.
Il requisito fondamentale: incremento occupazionale netto
Per poter accedere allo sgravio non è sufficiente assumere. L’assunzione deve determinare un aumento effettivo dell’organico.
Il calcolo avviene confrontando il numero dei lavoratori presenti nei mesi successivi all’assunzione agevolata con la media dei dipendenti occupati nei dodici mesi precedenti.
Se non c’è crescita reale della forza lavoro, l’incentivo non si applica.
Quali lavoratrici rientrano nella misura
La norma individua tre categorie:
– donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
– donne disoccupate da almeno 6 mesi, residenti in aree svantaggiate oppure impiegabili in settori con forte disparità di genere;
– donne over 50 disoccupate da oltre 12 mesi.
Si tratta di profili che incontrano maggiori difficoltà di reinserimento e che la misura intende favorire.
Come presentare la domanda
La richiesta va inoltrata esclusivamente in modalità telematica tramite il portale INPS, accedendo al Cassetto previdenziale con SPID, CIE o CNS e utilizzando il modulo dedicato.
Dopo la verifica dei requisiti, l’INPS autorizza l’applicazione dello sgravio, che viene poi gestito attraverso il flusso Uniemens.
La riduzione contributiva si concretizza quindi direttamente nel versamento mensile.
Una considerazione per le PMI
Uno sgravio contributivo è uno strumento utile per alleggerire il costo del lavoro. Ma non sostituisce una strategia di inserimento e valorizzazione.
L’assunzione è solo il primo passaggio.
Perché l’investimento produca valore servono onboarding strutturato, sviluppo delle competenze, cultura inclusiva e leadership coerente.
In M42 lavoriamo proprio su questo: integrare strumenti normativi e gestione strategica delle risorse umane, affinché ogni inserimento diventi un investimento sostenibile nel tempo.



